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LA CASA DELL’UNDERGROUND: un CBGB a modo nostro

Quando nasci e cresci nel bel mezzo di una zona famosa per i suoi mobilifici e le sue mille fabbrichette, circondato da gente per cui lavorare duro giorno e notte è un valore… beh quando vivi in un posto così e ti ritrovi a prendere in mano un edificio con il triplo dei tuoi anni per farci un locale di musica dal vivo, i casi sono due: o sei pazzo, oppure credi seriamente in qualcosa.

Nel nostro caso siamo stati entrambi: un collettivo di folli seriamente intenzionanti ad aprire un live club in una delle zone più noiose d’Italia. Abbiamo sudato un sacco ed oggi, cinque anni dopo, l’Honky Tonky è ormai riconosciuto come un’istituzione nel panorama underground italiano, un rifugio per tutte quelle persone che vivono di musica fatta di sudore, sangue e cuore.

 

LIVE: verbo intransitivo, VIVERE, ESSERE VIVO.

All’Honky Tonky ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori: dai clienti più affezionati che si son tatuati il logo del locale, ad altri più disinvolti che ci hanno fatto l’amore (si, a locale ancora aperto!), dagli stage-diving dal bancone in momenti di anarchica ubriachezza, ai classici accenni di litigata che poi puntualmente si risolvono a suon di brindisi con pinte di Guinness. Il tutto ovviamente passando per centinaia di concerti, dagli Obituary ai Verdena.

L’unica cosa che però non vedrete mai all’Honky è qualcuno che si lamenti dei concerti. Rimarremo sempre e comunque fedeli a quel motto che vuole la musica prima di tutto, e, tra l’acustica dell’edificio, gli investimenti fatti negli anni e ma soprattutto la competenza dei nostri fonici, ormai è opinione comune che ci siano pochi posti dove i concerti te li godi come all’Honky.

Ah, punto da non trascurare: il tutto senza gorilla incazzosi sotto il palco! 
La maggior parte delle volte il pubblico è a diretto contatto con la band, senza ne transenne ne security. Quando invece questo non ci è permesso, sotto il palco ci sono degli appassionati di musica come voi, solo che pesano circa il doppio di voi.

 

PROVINCIALISMO UN CAZZO: pogo e stage-diving in inglese.

Se il luogo comune per cui l’Italia sarebbe il terzo mondo della scena musicale internazionale è vero, la Brianza era fino a qualche anno fa una landa sconosciuta ai tour manager stranieri. Non è stata cosa semplice, ma grazie ad un ottimo lavoro con le migliori agenzie oggi potrete venirvi a vedere le vostre band estere preferite a pochi minuti da casa. Da istituzioni metal come Obituary e Macabre, alle nuove leve dell’indie come gli islandesi Lockerbie, dagli eroi punk come Discharge, Less Than Jake, Apers e Zatopeks a chicche come NoMeansNo, Jens Robert Dahlqvist degli Hellacopters o Keith Caputo, o i Prima Donna… sono passati di qui in tanti, così tanti da essere riusciti a rendere l’Honky una probabile tappa del tour europeo della vostra band preferita. Ed aspettate di vedere cosa stiamo preparando per questa stagione!

 

EBBRI ED ECOSOSTENIBILI: meno gas in pancia e nell’atmosfera.

All’Ambiente qui all’Honky ci tengono tutti, per questo siamo stati tra i primi in Brianza a spillare la birra in una maniera del tutto nuova, utilizzando un recentissimo impianto che ci permette di non utilizzare più il CO2 (anidride carbonica) durante la fase di spillatura… il tutto con un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente.

Entriamo più nei dettagli: la spillatura avviene tramite la pressione di aria esternamente al fusto, a differenza della classica spillatura tramite bombole di CO2, e questo va a ridurre significativamente la carbon footprint del prodotto.

Questo perchè la spillatura qui è solo compressione. E sapete qual’è la cosa bella? Che oltre alla vostra pancia, ci guadagna pure l’ambiente
La birra viene infatti spillata in fusti realizzati in Pet al posto di quelli in acciaio. Sessanta litri di birra spillati in fusti in Pet riducono di 27 chili le emissioni di CO2; i fusti in Pet rispetto a quelli in acciaio fanno risparmiare il 31% di emissioni di CO2 e il 21% di energia.
L’obiettivo è quello di tracciare un percorso di eccellenza nella sostenibilità e noi, come Honky Tonky abbiamo deciso di seguire questo percorso iniziato da un’intesa fra Carlsberg Italia ed il Ministero dell’Ambiente.
Meno emissioni per produrre fusti, materiali al 100% riciclabili, meno viaggi per i fornitori che non torneranno più a ritirare i fusti, quindi meno camion in giro, quindi meno inquinamento. Una performance ambientale che migliora ulteriormente se confrontata con le bottiglie in vetro: meno 45% di emissioni di CO2 e meno 38% di energia consumata.

 

 

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